A ottobre debuttala supercar ecologica al gusto di mirtillo

Motori elettrici inseriti nelle ruote anteriori, scocca di pannelli solari organici al mirtillo, trazione elettrica alimentata da batterie al litio-ferro e polimeri, sistemi di controllo intelligenti che consentono il recupero di energia e l'adeguamento del mezzo al tipo di guida. Questo il biglietto da visita del prototipo di city car alla quale stanno lavorando due poli di ricerca entrambi sostenuti dalla Regione Lazio

Dalla condivisione del know how del Polo per la Mobilità Sostenibile (Pomos) e del Polo per il Solare Organico (CHOSE da Center for Hybrid and Organic Solar Energy che coinvolge il Dipartimento di ingegneria Elettronica dell'Università di Roma di Tor Vergata) sta per prendere forma una innovativa vettura fotovoltaica. L'eserdio è imminente. Si parla addirittura di ottobre. L'officina di produzione è il grande capannone 5 che ospita oggi a Cisterna di Latina il Polo per la Mobilità Sostenibile, una struttura "ex Nalco" concessa in comodato gratuito per 16 anni. E qui he un team che riunsce una ventina tra ingegneri ed architetti lavora per dare concretezza ad un'idea venuta in mente poco tempo fa all'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti.

"L'intuizione iniziale - racconta Fabio Massimo Frattale Mascioli, docente della Facoltà di Ingegneria Dipartimento Infocom della Sapienza di Roma e responsabile scientifico per il Polo della Mobilità Sostenibile - è di Filiberto Zaratti. Ha pensato infatti di mettere insieme in questo progetto due poli scientifici che sono stati creati". E la fase di realizzazione è a buon punto. "Il progetto - spiega ancora il professore - è abbastanza consolidato". E la descrizione che fa della nuova vettura fotovloltaica richiama un po' le auto che si muovono in cartoon futuribili o in serial tv spaziali. Eppure il veicolo potrebbe addirittura passare, attuando appieno il trasferimento tecnologico, alla fase della produzione in serie con il coinvolgimento di piccole e medie imprese del territorio tecnologicamente innovative.

"L'auto - spiega Frattale Mascioli - avrà dei motori elettrici innovativi di tipo anulare che si possono installare all'interno delle ruote. Al contrario delle vetture fotovoltaiche studiate fino ad oggi - si pensi un po' ad un grosso rettangolo di pannelli con al centro un abitacolo per il guidatore - la nostra vettura sarà ricoperta di pannelli organici di ultima generazione. L'energia che arriverà dai pannelli, non in misura sufficiente per farlo muovere, verrà impiegata per alimentare i servizi di bordo, come il climatizzatore per il riscaldamento d'inverno e l'aria condizionata d'estate, gli impianti radio e stereo per l'ascolto della musica, i fari di illuminazione. La trazione del tutto elettrica sarà invece alimentata da particolari batterie al litio-ferro e polimeri da ricaricare in colonnine che a loro volta possono essere alimentate da sistemi fotovoltaici". E' il sole così che sarà il vero motore del nuovo prototipo.

Ma non sono solo queste le innovazioni del progetto che non ha ancora trovato un nome. "Il nuovo veicolo - spiega ancora l responsabile scientifico di Pomos - sarà dotato di una unità di eleborazione e controllo in grado di gestire varie procedure, dall'impostazione dello stile di guida al controllo dei flussi energetici". Si prevede inoltre anche un recupero di energia dal sistema frenante. Si tratta di sistemi già testati con successo in vari altri progetti portati avanti dal Polo per la Mobilità Sostenibile della Regione lazio. Ma ciò che affascina soprattutto del progetto della nuova city car è la carrozzeria fotovoltaica organica. La straordinarietà dei pannelli fotovoltaici organici studiati da Chose è che, al contrario di quelli fotovoltaici tradizionali al silicio peraltro molto più costosi, sono flessibili e possono pertanto essere modellati per acquisire via via diverse forme. La struttura base di una cella organica è "a sandwich" ed è "composta - spiega Chose - da un substrato, generalmente di vetro ma anche di plastica flessibile, e da una o più sottilissime pellicole, che contengono i materiali fotoattivi, frapposte tra due elettrodi conduttivi. Le celle organiche più efficienti, ispirandosi al processo di fotosintesi clorofilliana - sottolinea ancora Chose - utilizzano una miscela di materiali in cui un pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricità". tra i pigmenti che possono essere impiegati figurano le antocianine derivate dai frutti di bosco. Buone allo scopo anche le arance e le bucce di melanzane. Una scocca "al mirtillo" si potrebbe dire così per il prototipo di vettura fotovoltaica che uscirà dal capannone del Polo per la Mobilità Sostenibile, progetto in cui, a questo punto anche il design ha la sua valenza tecnologica.

"In fatto di design - commenta il professor Frattale Mascioli - nel nostro team ci sono grandi professionalità". L'esordio ufficiale è in programma per ottobre. La city car solare sarà tra i progetti di punta di un convegno a Roma sulla Mobilità Sostenibile. Potrebbe essere breve anche il passo dalla sperimentazione alla produzione. Non lo esclude affatto il professore che anzi parla di un possibile coinvolgimento di piccole e medie imprese da individuare tra i 60 partner del Polo per la Mobilità Sostenibile non sbilanciandosi però, almeno per il momento, sulle specifiche società che potrebbero diventare coprotagoniste della sfida per realizzare l'innovativa vettura fotovoltaica.

Un progetto che peraltro non prevede costi aggiuntivi per la Regione Lazio. Ed il progetto si affianca all'altra iniziativa di sostenibilità ambientale di "Ventotene isola ad emissioni zero", portata avanti da Regione Lazio e Pomos. Oltre alla sostituzione della flotta veicoli circolante sull'isola con mezzi elettrici, con l'installazione di colonnine per la ricarica, che si alimentano attraverso centri di distribuzione alimentati da tettoie fotovoltaiche, il progetto prevede l'alimentazione con energia solare fotovoltaica dell'intera rete di illuminazione pubblica dell'isola pontina. Con la messa a punto della nuova vettura fotovoltaica in qualche modo i ricercatori della Sapienza e di Tor Vergata parte integrante dei due Poli di Ricerca Scientifica sul Solare Organico e della Mobilità Sostenibile, a più di un secolo di distanza, si rifanno alla Jamais Contente il primo veicolo messo a punto dal francese Gaston de Chasseloup e dal belga Camilli Jenatzy, che nel 1899 superò i cento chilometri orari, la prima concept car a trazione elettrica entrata per questo primato nella storia dell'automobilismo.

Non a caso il professor Fabio Massimo Frattale Mascioli ne parla a conclusione di una sua presentazione delle attività del Polo per la Mobilità. La sfida del solare fotovoltaico organico con i pannelli al mirtillo, accanto ai motori anulari rendono oggi il prototipo allo studio uno straordinario progetto di messa a punto di una nuova concept car in grado di rivoluzionare il modo di muoversi su strada.

Fonte: 30righeNews (giugno 1999)

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